La parola gaelica che indica le Fate è Sidhe (Shee), che significa popolo delle colline, visto che terrapieni, forti e colli antichi sono le dimore tradizionali delle Fate. Di notte le colline abitate dalle Fate si vedono spesso risplendere di miriadi di luci scintillanti. Talvolta la collina si solleva su pilastri, rivelando le luci vivide delle Fate che lentamente si allontanano in processione verso un’altra collina. Il periodo di Lammas, e specialmente il 7 agosto, è l’epoca in cui tradizionalmente ciò avviene. È invece dopo Samhain il periodo in cui preferiscono cambiare dimora gli Uomini della Collina, chiamati anche Porcari, il più temuto dei popoli elfici dell’Isola di Man. Chi è saggio, nelle notti dopo Samhain non se ne va a zonzo. I Porcari usano sentieri e vie molto battuti, che di solito corrono in linea retta da una collina all’altra; secoli di spostamenti di questo tipo hanno formato un’invisibile rete elfica che si stende su tutto il paese. Millennio dopo millennio agli incroci di questi sentieri si è formato un accumulo di forza residua: questi crocevia sono spesso vicini a luoghi di riunione degli uomini.

blue fairy

Il termine fata deriva dall’antico faunoe o fatuoe, che nella mitologia pagana indicava le compagne dei fauni, creature dotate del potere di predire il futuro e di soprassedere agli eventi umani. La denominazione Fata deriva anche da fatica, parola che nel medioevo fu sinonimo di ‘donna selvatica’, cioè di donna dei boschi, delle acque e, in generale, del mondo naturale. La credenza dice che le Fate sono esseri soprannaturali dotati di potere magico, grazie al quale possono cambiare aspetto e farlo cambiare agli altri. Frequentano caverne, rocce, colline, boschi e sorgenti; sono pronte a correre in aiuto degli innocenti e dei perseguitati; riparano torti, vendicano offese, ma possono anche essere maligne e vendicative. La tradizione si vuole che presenzino alla nascita degli uomini per conferire loro doni particolari e influenzarne l’esistenza in modo benevolo o malevolo. Le Fate sono complicate per natura e il loro comportamento è regolato da un codice morale molto lontano dal nostro. La maggior parte di questi piccoli esseri, quali che siano le loro dimensioni, il loro aspetto e il loro carattere, possiede poteri nascosti e può a suo piacimento distribuire la buona e la cattiva sorte.

Quindi potremmo dire che le Fate sona una presenza o spiritelli magici che possono assumere diverse forme, anche umane, maschili o femminili, buone o cattive. A proposito dell’invisibilità delle Fate, alcuni hanno sostenuto che la materia che le formava fosse così sensibile e fluida da poter essere plasmata in qualsiasi forma, ed anche dal pensiero e dal sentimento umano. Accadeva così che esse assumessero un aspetto o 1’altro a seconda del preconcetto di chi le stava pensando; se qualcuno le immaginava bellissime ed eteree così esse diventavano e, viceversa, erano terrificanti e spaventose se in quel momento, anche inconsciamente, qualcun altro voleva che fossero. Si dice anche che, in realtà, esse fossero delle luminose sfere di luce pulsante di vari colori che andavano dal bianco, all’azzurro e al verde. E’ certo evidente però la loro esistenza nel piano astrale, il che conferma tutte queste ipotesi.