Pasta embarazosa

Para contrarrestar el mal tiempo y la lluvia, para vivir la primavera que se deja desear, hoy he preparado una pasta tipica italiana, version vegetariana, rica, ligera, sencilla y reconstituyente.
PASTA ALLA CARBONARA
 cabonara

INGREDIENTES

  • 200g de pasta larga, espaguetis o tallarines
  • ½ calabacín
  • ¼ de cebolla
  • 1 huevo entero
  • 1 yema
  • queso parmesano rallado
  • sal
  • pimienta negra

PREPARACIÓN

Poner una olla grande de agua a fuego alto. Cuando esté a punto de romper a hervir echar un poquito de sal (gruesa es mejor) y a continuación la pasta. Removerla a menudo con un tenedor grande o con una cuchara de palo para que no se pegue, especialmente durante los primeros minutos.

En una sartén grande sofreír a fuego alto en un poco de aceite de oliva la cebolla cortada muy fina con una mandolina. Cuando esté dorada añadir el calabacin cortado en trocitos muy finos, también con la mandolina. Salar, bajar el fuego y tapar hasta que esté cocido pero crujiente.

A parte, en un bol, batir los huevos (2 yemas y 1 clara) junto con abundante parmesano rallado y una pizca de sal.

Cuando la pasta esté casi lista, escurrirla y volcarla en la sartén junto con la verdura; añadir el huevo y una pizca de nuez moscada; ir revolviendo a fuego alto hasta la salsa se espese y el queso se funda un poco.

WICCA

Este es un plato muy primaveral, perfecto para celebrar los aquelarres de Ostara o Beltane como un himno a la fertilidad; la Diosa està embarazada del Dios y simbólicamente en este plato los ingredientes celebran la fertilidad con el huevo y el queso, junto con los propiamente masculinos del calabacín. El plato se presta también para cualquier hechizo para favorecer la fertilidad, de todo tipo.

ITALIANO

La pasta alla carbonara, che qui faccio in versione vegetariana e leggera, è un piatto perfetto per festeggiare i sabbath primaverili, Ostara e Beltane, quando la Dea Madre è incinta. Gli ingredienti sono un simbolico omaggio alla fertilità, l’uovo e il formaggio, quindi è un piatto perfetto per una fattura che favorisca la fertilità, di ogni tipo.

Il ritorno

cambio

 

“Rifletteva Siddharta nel suo lento cammino.

Stabilì che non era piú un giovinetto, ma era diventato un uomo.

Stabilì che una cosa l’aveva abbandonato, cosí come il serpente viene abbandonato dalla sua vecchia pelle, che una cosa non era piú presente in lui, che l’aveva accompagnato durante la sua giovinezza:”

la paura di essere sé stesso.

Delirio culinario

In queste notti di luna piena, luna delle lepri, preparo il mio intervento al Convegno di Certaldo, che ormai con la tensione immagino così:

 

Meno male che tra un impegno e l’altro con i “grandi della filologia”, in un altalena di testi e omaggi, piazze e talleur, in cui sicuramente faró qualche strafalcione

 

…verrá la mia famigliola a trovarmi, a ridere e abbracciarci, a mangiare un gelato passeggiando tra le strade di Firenze

 

Finché il sempre gradito ritorno a casa mi porterá ai racconti di viaggio al mio “personal trainer” delle presentazioni in Power Point!

El veneno de Hécate

(Ricetta tradotta in italiano alla fine del post: PESCE FALSO!)

Este es un plato-homenaje para la hermana Carola, que sabemos que adora el pescado falso preparado por Claudio. Te mandamos muchos abrazos, fuerzas y risas desde Madrid.

¡Espero que os guste a todos como a ella!

 

 

INGREDIENTES

  • 3 berenjenas medianas o pequeñas
  • 2 huevos
  • 1 taza de harina de trigo
  • Aceite de oliva extra-virgen
  • Sal

PREPARACIÓN

Cortar en lonchas de 1 cm de alto aproximadamente y dejarlas en salmuera (agua y sal) durante al menos una hora. Escurrirlas y secarlas.

En un bol batir los huevos con una pizca de sal  y en un plato echar la harina. Pasar una por una las lonchas de berenjena en el huevo y después en la harina.

Freír hasta que estén bien doradas y servir calientes. Se pueden acompañar con arroz o patatas.

http://www.jpc-artworks.com/gallery/maidens/hecate.html

WICCA

El plato se llama “pescado falso” por su forma, evidentemente. 

Las connotaciones negativas de la berenjena como fruto venenoso de la Luna, nos llevan a la figura de Hécate, diosa de la muerte y de la magia de destrucción. Con este plato podemos sacar fuerzas en los momentos en los que debemos despertar nuestra Hécate interna para cambiar o destruir situaciones.

ITALIANO

Tagliare tre melanzane medie a fette alte più o meno 1 cm. Lasciarle in acqua e sale almeno un’ora, poi asciugarle bene. Sbattere un paio di uova, salare  e impanare una per una le fette di melanane, poi passarle in un po’ di farina. Friggere in olio di oliva, asciugare e servire calde.

Il piatto si chiama “pesce falso” per la forma delle melanzane. Per quanto riguarda l’interpretazione, la melanzana è una verdura lunare e ha sempre avuto connotazioni negative in ogni cultura a causa della dose di veleno che contiene. Per quanto ci riporta alla figura di Ecate, dea della morte e della distruzione. Questo piatto ci puó servire per trarre forza nei momenti in cui dobbiamo svegliare la nostra Ecate interna per cambiare o distruggere una situazione.

Il pane

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’arte di panificare é cosa di famiglia, visto che da parte di padre la professione é stata quella legata al panettiere un po’ per tutti, ognuno a modo suo. Da brava cuoca a tempo perso e ferrea conservatrice delle mie origini, in questi giorni mi sono cimentata nella panificazione anch’io. Mi é sembrata inoltre un’ottima forma per festeggiare anche un po’ Beltane e l’inizio del periodo in cui la Dea Madre prepara i suoi frutti con la primavera.

I miei di frutti, in quanto a pane, sono… diciamo discreti. Il primo tentativo nemmeno lo commento dopo la qualfica di mio padre che nel vedere le foto dei miei panini li ha chiamati “quei piccoli aborti”… Invece il secondo tentativo iniziava a assomigliare terribilmente al pane e, come vedete dalla foto, non era niente male. Me lo sono goduto impastando, lievitando, cuocendo e mangiando, ma credo che quel che mi ha reso piú felice é stato il profumo. Profumo di casa, di infanzia, di nonna, di furti che scottano tra le mani. Che bei ricordi!

Con questo breve post invito tutti a provare l’esperienza, ne vale la pena. Assolutamente non scrivo nessuna ricetta perché ormai è provato che il pane non ha ricette, va fatto con il cuore e qualche buon consiglio. E’ l’unico modo per farlo davvero buono. Grazie, papá!

Navigando nel tempo

 

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