La tradizione feerica
29 ene 2008 1 comentario
in Wicca
La parola gaelica che indica le Fate è Sidhe (Shee), che significa popolo delle colline, visto che terrapieni, forti e colli antichi sono le dimore tradizionali delle Fate. Di notte le colline abitate dalle Fate si vedono spesso risplendere di miriadi di luci scintillanti. Talvolta la collina si solleva su pilastri, rivelando le luci vivide delle Fate che lentamente si allontanano in processione verso un’altra collina. Il periodo di Lammas, e specialmente il 7 agosto, è l’epoca in cui tradizionalmente ciò avviene. È invece dopo Samhain il periodo in cui preferiscono cambiare dimora gli Uomini della Collina, chiamati anche Porcari, il più temuto dei popoli elfici dell’Isola di Man. Chi è saggio, nelle notti dopo Samhain non se ne va a zonzo. I Porcari usano sentieri e vie molto battuti, che di solito corrono in linea retta da una collina all’altra; secoli di spostamenti di questo tipo hanno formato un’invisibile rete elfica che si stende su tutto il paese. Millennio dopo millennio agli incroci di questi sentieri si è formato un accumulo di forza residua: questi crocevia sono spesso vicini a luoghi di riunione degli uomini.

Il termine fata deriva dall’antico faunoe o fatuoe, che nella mitologia pagana indicava le compagne dei fauni, creature dotate del potere di predire il futuro e di soprassedere agli eventi umani. La denominazione Fata deriva anche da fatica, parola che nel medioevo fu sinonimo di ‘donna selvatica’, cioè di donna dei boschi, delle acque e, in generale, del mondo naturale. La credenza dice che le Fate sono esseri soprannaturali dotati di potere magico, grazie al quale possono cambiare aspetto e farlo cambiare agli altri. Frequentano caverne, rocce, colline, boschi e sorgenti; sono pronte a correre in aiuto degli innocenti e dei perseguitati; riparano torti, vendicano offese, ma possono anche essere maligne e vendicative. La tradizione si vuole che presenzino alla nascita degli uomini per conferire loro doni particolari e influenzarne l’esistenza in modo benevolo o malevolo. Le Fate sono complicate per natura e il loro comportamento è regolato da un codice morale molto lontano dal nostro. La maggior parte di questi piccoli esseri, quali che siano le loro dimensioni, il loro aspetto e il loro carattere, possiede poteri nascosti e può a suo piacimento distribuire la buona e la cattiva sorte.
Quindi potremmo dire che le Fate sona una presenza o spiritelli magici che possono assumere diverse forme, anche umane, maschili o femminili, buone o cattive. A proposito dell’invisibilità delle Fate, alcuni hanno sostenuto che la materia che le formava fosse così sensibile e fluida da poter essere plasmata in qualsiasi forma, ed anche dal pensiero e dal sentimento umano. Accadeva così che esse assumessero un aspetto o 1′altro a seconda del preconcetto di chi le stava pensando; se qualcuno le immaginava bellissime ed eteree così esse diventavano e, viceversa, erano terrificanti e spaventose se in quel momento, anche inconsciamente, qualcun altro voleva che fossero. Si dice anche che, in realtà, esse fossero delle luminose sfere di luce pulsante di vari colori che andavano dal bianco, all’azzurro e al verde. E’ certo evidente però la loro esistenza nel piano astrale, il che conferma tutte queste ipotesi.
Dove si trova la Terra delle Fate?
24 ene 2008 4 comentarios
in Wicca
Sì, oggi voglio dare via libera ai sogni e all’immaginazione e perchè tutto abbia unpo’ di ordine e una parvenza di realismo, mi sono documentata su quel che si mormora in giro sulle fate e la loro terra…
La posizione della Terra delle Fate è sfuggente. A volte è appena sopra la linea dell’orizzonte, altre sotto i nostri piedi. Tuttavia ci sono state epoche in cui si credeva che la terra delle Fate fosse una zona geografica reale, sebbene anche questa avesse la tendenza a spostarsi. I gallesi, per esempio, pensavano dapprima che fosse situata a nord della loro terra montagnosa e in seguito nella misteriosa penisola occidentale del Pembrokeshire, tutta rocce e nebbia. Più tardi la trasferirono in un’isola del canale di San Giorgio, al largo della costa del Pembrokeshire. La scorgevano, talvolta, i marinai: qualcuno vi sbarcò anche, sparendo in modo sconcertante. Nonostante ciò, si diceva che i suoi fantastici abitanti visitassero frequentemente i mercati di Laugharne e di Milford Haven. Gli irlandesi chiamarono Hy Breasail l’isola fantasma che, secondo loro, si trovava a ovest.

I britanni erano convinti che l’isola fantastica fosse l’Isola di Man. Quest’isola è una fonte ricchissima di tradizioni elfiche.
Avalon è probabilmente l’isola delle Fate più famosa. Il leggendario Re Artù, descritto dal poeta Lydgate del XV secolo come un «re incoronato nella terra delle Fate», fu portato qui ferito a morte per essere curato da quattro regine delle Fate. Si crede che Artù giaccia ancora, con i suoi cavalieri, nel cuore di una collina immaginaria, immerso in un sonno profondo da cui si sveglierà nell’ora del bisogno per governare le sue terre.
Si dice che il regno delle Fate possa svelarsi senza preavviso in qualsiasi luogo, luminoso e scintillante, e sparire con la stessa rapidità. Le sue frontiere di crepuscolo, foschia e illusione ci circondano e, come una marea che si ritira, possono momentaneamente svelarci la terra delle Fate prima di chiudersi nascondendola di nuovo. Gli abitatori della terra delle Fate si dividono in parecchie specie differenti, a seconda del luogo in cui vivono. Oltre agli esseri che conducono una vita appartata, ci sono Elfi agresti che stabiliscono la loro dimora nelle foreste (oppure, a volte, più specificatamente “adottano” un albero, al punto che l’Elfo e l’albero diventano più o meno sinonimi), nei campi, sulle colline e nelle caverne in montagna. Esistono, inoltre, creature soprannaturali che vivono su isole fantastiche o in terre sotto gli oceani ed altre che popolano i mari, i laghi e i fiumi, infine ci sono gli spiriti familiari e della casa (brownie e così via).
De estreno!
21 ene 2008 Dejar un comentario
in EN ESPAÑOL
http://tarotreiki.wordpress.com/
Estreno nuevo blog de servicio en colaboración con Claudio.
Espero críticas y consejos, pero también espero que os guste.
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Cavoli e patate artistici
15 ene 2008 6 comentarios
in Ricette

Domenica ho fatto questa ricetta trovata pubblicata da Aziz sulla bellissima web di cucina http://www.coquinaria.it e devo ammettere che il risultato è gratificante quanto la raffinatezza della descrizione dell’autore. La consiglio di cuore e la pubblico così com’è in rete ma con la foto fatta da me!
«Pulisco un piccolo cavolfiore verde ( lo preferisco al bianco perche’ piu’ saporito e meno “odoroso”), lo riduco in cimette e metto al vapore.
Mentre lui suda nella sua sauna personale, sciolgo una noce di burro nella padellona (ci vorrebbe il ghee, ma non ne ho piu’) e vi faccio rosolare un porro affettato fine fine poi unisco un pezzetto di cannella, due – tre chiodi di garofano, uno spicchio d’aglio tritato, un peperoncino piccante, due o tre semi schiacciati di cardamomo verde e una grattatina di zenzero fresco.
Mentre per casa spandono profumi da mille e una notte, riduco a tocchetti alcune patate e le presento al soffritto: un pizzico di sale ed e’ amore a prima vista.
Quando le patate iniziano a farsi bionde (fors’anche di piu’) incorporo un bicchiere d’acqua bollente per calmare gli animi e incoperchio.
Ogni tanto una rigirata, ogni tanto una sbirciata, tanto per controllare che succede la’ sotto, pronto a unire ancora un goccio d’acqua per lasciar intenerire tutto.
Quando le patate ormai sono l’ombra di se stesse spengo il fuoco e copro con il cavolfiore rimescolando delicatamente per un paio di minuti.
Il sapore dolce delle patate legato a quello piu’ aromatico del cavolfiore e l’ abbraccio esotico di tante spezie… »
http://www.coquinaria.it/archivio/cucina/ricette/cavolfiore_e_patate_speziati.html
Io ho usato il cavolo romanesco, ottimo e davvero artistico!

Guiso de zapallo italiano
12 ene 2008 4 comentarios
in Aquelarres

INGREDIENTES
- 1 zanahoria
- 1 poquito de pimiento rojo
- 1 diente de ajo
- 1 cebolla
- 2 calabacines (zapallos italianos)
- 1 taza de maíz
- 3 huevos
- ½ barra de pan del día anterior
- 3 cucharada de aceite de oliva extra-virgen
- Orégano
- Pimienta negra
- Comino
- Sal
PREPARACION
En una olla grande sofreír en aceite el ajo, el pimiento y la zanahoria bien picados y después la cebolla en cubitos hasta que quede todo dorado.Rallar los calabacines con un rallador y añadirlo al sofrito junto con el maíz; dejar cocer durante 20 minutos aproximadamente, hasta que esté todo bien hecho. Salar a gusto.Romper los huevos en la misma olla y, tras unos segundos (durante los cuales se irá cociendo un poco la clara), remover vigorosamente todos los ingredientes.Romper el pan en migas finas, añadirlo a la olla y volver a remover vigorosamente para que todos los ingredientes queden bien amalgamados.
Rectificar los sabores añadiendo las especias. Servir caliente.
WICCA
Este es un plato con abundancia de ingredientes y con una gran variedad de verduras. Por eso es muy indicado para celebrar la esperanza y el entusiasmo de Beltane, época de profunda fertilidad espiritual representada a la perfección por el huevo, el huevo filosofal alquímico. Es la fiesta del hogar, de las reuniones, de la alegría, representada por la mezcla de muchos ingredientes.








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