L’eremita
23 nov 2007 1 comentario
L’Eremita rappresenta l’inseguimento calmo e solitario della conoscenza interiore. È un cercatore dei significati più veri e profondi di tutte le cose.
Rifletto.
La carta dell’eremita, la nona dei tarocchi, è uan carta che mi fa riflettere, che parla di solitudine, di ricerca, di meditazione, di saggezza. La sua è una solitudine proficua, voluta e necessaria per guardarsi dentro, per ascoltarsi, per scoprirsi e per conoscersi.
Rifletto.
Non mi è mai piaciuta la solitudine, ma ora scopro che quella dell’eremita è necessaria e imprescindibile per stare bene. Scopro con lo yoga e con la meditazione quanto è difficile dire “Stop” spegnere tutto, rilassarsi, rilassarsi, rilassarsi e ascoltare il silenzio, quello che dice mille cose.
Allora penso che la posizione del loto per me è ancora impossibile, ma che credo che i buddisti hanno capito tutto quando parlano del vipassana e del ritiro per la disintossicazione dalla parola: 10 giorni in mezzo alla natura senza poter parlare, leggere, scrivere e magari nemmeno pensare. Purificarsi dalla parola e dai sensi. Giuro che prima o poi riuscirò a provare quest’esperienza, io, la filologa petulante.
Per il momento spengo la luce, accendo un incenso, mi siedo comoda, respiro e ripeto il famoso mantra OM MANI PADME HUM, i cui principi si sgranano così:
OM: meditazione
MA: pazienza
NI: disciplina
PE: saggezza
ME: generosità
HUNG: diligenza
Tomates verdes fritos
22 nov 2007 5 comentarios
in Hechizos-rituales, Platos para meditar

INGREDIENTES
- Tomates medianos, bien firmes, algo verdes
- Harina de trigo
- Aceite para freir
- Sal
- Pimienta
PREPARACION
Lave los tomates, escúrralos y córtelos en rodajas de 7 a 8 mm. Coloque las rodajas sobre papel absorbente y espere un ratito.
Vierta abundante aceite en la sartén y caliente a fuego medio. Mientras tanto, eche 5 o 6 rodajas de tomate en un bol con harina, sal y pimienta, haciendo que se cubran totalmente de ambos lados y fríalas durante, más o menos 3 minutos hasta que estén doradas. Retire, con la espumadera y colóquelas sobre papel absorbente. Se sirven bien caliente.
WICCA
En cuanto al significado y posible uso de este plato màgico, es vinculante la comprensiòn de la pelìcula o del libro. Por mi parte sòlo puedo decir que éste es un plato “TOWANDA”!! Si lo habeis visto o leido la historia, sabreis muy bien a lo que me refiero.
Por lo tanto, concluyo: plato apto para toda situaciòn u objetivo “towanda”.
Sacchetti magici
21 nov 2007 7 comentarios
in Wicca
Come è risaputo, le erbe sono state usate da sempre per le loro proprietà curative e magiche.In quanto agli studi di erboristeria e farmacologia, sono tantissime le proprietà dei prodotti della terra e non mi interessa entrare in queste strade tortuose e piene di tecnicismi.D’altra parte, come spiega in diverse occasioni il solito Scott Cunningham, ogni erba ha una particolare energia che la rende specialmente adatta a certi usi o obbiettivi magici. Tradizionalmente sappiamo che si usano alcune ricette fatte in casa o amuleti o piccoli “trucchi” con certe erbe, spezie o piante apparentemente aleatori.Uno di questi piccoli “trucchi” o fatture è quello dei cosiddetti sacchetti magici. In cosa consistono? Un piccolo miscuglio di erbe chiuso in un sacchetto che viene creato per aiutare o favorire qualche aspetto della nostra vita (amore, protezione, lavoro, salute).Ci sono mille modi e mille ricette per preparare i famosi sacchetti magici, ma tutti devono seguire lo stesso schema per poter funzionare. Infatti, come si è detto, ogni erba ha una sua energia, ma ha bisogno di assumere anche la nostra energia per essere efficace e adattarsi ai nostri obbiettivi personali, se no non servirà a nulla!!!
Questi sono i passi da seguire per fare un sacchetto magico:
1. Scegliere le erbe che si adeguano al nostro obbiettivo magico: trovate in rete alcune corrispondenze e se no nel completissimo libro di Cunningham … Per esempio, per un sacchetto che porti soldi per la stabilità economica una buona ricetta è: 2 parti di chiodi di garofano, 1 foglia di salvia, 2 parti di cannella, 1 parte di noce moscati, 1 parte di pimenta de Jamaica!!
2. Con le erbe in mano immaginare con la massima concentrazione come il nostro obbiettivo si realizza e visualizzarlo nella nostra mente. Nel caso proposto del sacchetto per la stabilità economica visualizzare come si ricevono dei soldi, come si stabilizza il conto in banca ecc.
3. Chiudere le erbe in un pezzo di tela non sintetica di un colore adeguato all’obbiettivo (azzurro per l’economia e il lavoro, rosso per l’amore, verde per la fertilità, bianco per la protezione, ecc) e chiuderlo con un filo non sintetico appropriato.
4. Tenere il sacchetto nel posto più indicato al nostro proposito: la cosa migliore è portarlo sempre a contatto con la pelle, ma se è per proteggere la casa o la macchina allora sarà meglio lasciarlo nel posto indicato.
Bhè, spero che con questi consigli vi possiate divertire -perché se no non ha senso tutto ciò- e che possiate aiutarvi in tante cose utili di tutti i giorni. Se ci credete e mettete tanta energia, funziona! Certo, bisogna stare molto attenti a ciò che si chiede…
Finalmente Il Finocchio!
17 nov 2007 5 comentarios

Nome
Nome latino: Foeniculum vulgare Miller.
Nome comune: Finocchio, Fenoc (Cremasco).
Famiglia: Apiaceae.
Proprietà del frutto
Aromatiche, digestive, antifermentative, diuretiche, antispasmodiche, leggermente antisettiche.
Utilità
Stimola l’appetito, favorisce la digestione e blocca la fermentazioni intestinale; è un valido diuretico; attenua spasmi addominali e seda nausea e vomito. Non eccedere perché può avere un effeto leggermente narcotico.
Nell’uso esterno stimola la circolazione superficiale e ha propietà leggermente disinfettanti per l‘epidermide.
Uso interno
Come diuretico, la radice:
Decotto: 3 g in 100 ml di acqua. Due o tre tazze al giorno.
Come aperitivo e digestivo, antispasmodico e antifermentativo:
Infuso (tisana): 1 g in 100 ml di acqua. Una tazzina prima dei pasti o una tazza dopo i pasti per la funzione digestiva o contro i crampi addominali.
Uso esterno
Per le palpebre infiammate, per l’alito cattivo:
Infuso: 2 g in 100 ml di acqua. Sciacqui, gargarismi, lavaggi, impacchi.
Cucina
Una buona e semplice ricetta macrobiotica con il finocchio la trovate qui!!
Tortilla monastica
17 nov 2007 9 comentarios
INGREDIENTES
- 3 patatas grandes
- 1 cebollas blancas
- 3 cucharadas de aceite de oliva extra-virgen
- 1 poco de pan rallado
- 1 poco de parmesano o queso rallado
- 1 poquito de sal
PREPARACION
Pelar, lavar y cortar las patatas en láminas muy finas y dejarlas en remojo 10 minutos en agua fría para que suelten el almidón. Yo uso una mandolina para hacerlo (grazie Carla!); se encuentra en el súper y es muy cómoda.
Pelar y cortar también en láminas muy finas la cebolla y lavarlas para que no sean tan fuertes. Secar bien las verduras.
En una sartén ancha echar el aceite y mientras se calienta ir disponiendo una capa de patatas, después una capa de cebolla, un velo de pan rallado, un poquito de parmesano y una pizca de sal. Repetir las capas en la misma distribución hasta que se acaben las verduras, teniendo cuidado de terminar con las patatas. Esparcir por última vez con pan, queso y sal.
Tapar todo y dejar cocer unos 10 minutos, cuidando que no se queme, y después darle la vuelta y dejar 10 minutos con tapa en el otro lado.

MEDITACION
Este es un plato austero, casi propio de la vida monástica. Tanto la patata como la cebolla son productos de la tierra, que crecen dentro de ella y que se quedan (semi)enterrados como si no quisieran exponerse a los peligros del mundo exterior. La patata es un alimento del pueblo, al alcance de todo, y ha sido sujeto a las más estrafalarias variaciones para volverse interesante. La cebolla es además rechazada por su fuerte olor, sabor y su efecto lacrimógeno. Sin embargo, ambas encierran muchísimas propiedades y han sido a la base de la alimentación de la gente común desde hace siglos. Esta tortilla sin huevos quiere ser un homenaje a la vida sencilla, casi ascética, que favorece el trabajo intelectual y espiritual gracias a su sencillez y liviandad.








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